Riflessioni: lo yoga in vacanza, i chakra e il prana

Da tanto tempo desideravo organizzare una vacanza yoga, e per la prossima estate spero di riuscire a realizzare questo progetto. C’è la possibilità di trascorrere una settimana all’insegna dello yoga e del relax a Kytnos, Isole Cicladi, Grecia dal 1 all’8 luglio.

In un posto che ti fa innamorare e in una struttura pensata appositamente per ospitare ritiri yoga e molto curata. La gestisce una coppia, lui ingegnere e lei architetto, entrambi praticanti di yoga.

Il tema della settimana è”Risveglia i chakra attraverso la pratica”.

Un tema che mi affascina da molto tempo: ricordo ancora quando ho letto per la prima volta Chakras, ruote di vita di Anodea Judith. Se vuoi leggere anche tu questo libro, puoi trovarlo a questo link http://amzn.to/2n9Czr1 Era l’estate del 1997, mi trovavo in vacanza a casa di mio nonno, nella splendida isola Capri ed aspettavo il mio secondo figlio. Da allora, ho continuato a leggere, studiare e mettere in pratica quello che studiavo su questo argomento.

Ma cos’è che mi spinge ad organizzare una vacanza su questo argomento?
– Nonostante i chakra costituiscano una delle principali “mappe” che forniscono  indicazioni per percorrere il cammino che ci conduce a riscoprire la nostra vera essenza, durante le lezioni è difficile trovare il tempo di approfondire l’argomento

– Durante una vacanza, immersi in un ambiente naturale, è più facile scoprire e mettere in pratica attività, che appartengono al nostro quotidiano e che rinforzano l’energia dei chakra
– Non ci sono altri impegni che ci obbligano a concludere, si possono chiarire dubbi, fornire indicazioni, condividere esperienze anche al di fuori del momento della lezione

Condivido qui pochi cenni sul sistema dei chakra, se vuoi conoscere meglio la fisiologia dello yoga, puoi consultare il mio articolo pubblicato sul blog A tutto yoga  https://www.atuttoyoga.it/?s=La+fisiologia+&x=38&y=17

Nei prossimi giorni inoltre, un mio articolo sui chakra, sara pubblicato sul blog www.yogapills.it.

I chakra sono dei vortici energetici che ricevono, conservano e distribuiscono il prana a determinate frequenze ed agiscono sul nostro corpo fisico e sui nostri corpi sottili.
Il prana è la nostra essenza, la forza vitale. Troviamo il prana nella luce solare, nel cibo e nella natura. Il prana è ciò che ci mantiene in vita vibra attraverso le nostre cellule.
Attraverso alcuni dei nostri chakra il prana scorre in modo più fluido e attraverso alcuni il flusso può essere minore o anche eccessivo, a seconda della nostra costituzione, delle nostre esperienze e di come affontiamo la vita.
È essenziale che i nostri sette chakra principali siano aperti, allineati e che l’energia possa scorrere liberamente attraverso di essi. Se c’è un blocco l’energia non può scorrere e ci si ammala.
Ogni chakra ha una sua posizione nel corpo fisico, il suo colore, il suo elemento, il Mantra, organi collegati, un senso, pietre e specifiche qualità e caratteristiche.

Attraverso la pratica dello yoga possiamo aumentare la quantità di prana che circola nei polmoni e nelle cellule e riequilibrare i nostri chakra.

La nostra pratica yoga sarà specificamente mirata a questo scopo. Praticheremo asana, pranayama, Mantra e mudra specifici. Ed anche il rilassamento sarà specifico per equilibrare l’energia del chakra.

I campi più potenti di prana sono vicino all’oceano, nella natura, nelle foreste e nei cibi con elevate vibrazioni.

Soggiorneremo in un luogo incantevole ed il nostro yoga shala è una terrazza coperta di 72mq che si affaccia sull’Egeo, dove potremo praticare al mattino e al tramonto. 

Sono previsti cinque pasti con cucina vegetariana e la possibilità di segnalare esigenze specifiche.

 

 

 

Nei giorni di yoga in vacanza potrai:
– Approfondire la tua pratica ed migliorarla con le correzioni arricchirla con nuove tecniche
– Scoprire attività quotidiane che collaborano con l’energia dei chakra
– Conoscere altre persone che condividono la tua passione per lo yoga
– Trovare risposte alle tue domande sullo yoga, anche durante il tempo libero
– Prenotare massaggi Shiatzu della durata di 40 min. (35 euro), riflessologici della durata di 40 min. (30 euro) o trattamenti Reiki della durata di un’ora (35 euro).
– Prendere il sole, nuotare, fare passeggiate ed escursioni.  Avremo a disposizione una incredibile piscina e la spiaggia è a pochi minuti a piedi dalla residenza.

Entro i primi di aprile, bisogna confermare la partecipazione e versare la caparra per poter usufruire di una tariffa agevolata.

Se senti di meritarti questa esperienza e vuoi saperne di più, vai a guardare l’evento su Facebook https://www.facebook.com/events/399362283789786/?ti=icl oppure contattami direttamente per ulteriori informazioni e per prenotare il tuo posto.

Le fotografie di Kastellas sono state fornite dalla proprietaria.

L’immagine del sistema dei chakra è tratta dal web. 

 

Holi, la festa dei colori: la tradizione e l’evento a Sutri

Holi è la seconda festa importante del mese di Phalguna (febbraio/marzo) e quest’anno viene celebrata il 13 marzo.  Si tratta di una festa molto sentita e celebrata in tutta l’India, ma in particolare nel nord dell’India.

È conosciuta come la festa dei colori, ed è una festa che celebra la primavera, l’amore, la vittoria del bene sul male, l’incontro con gli altri, la voglia di stare insieme, di giocare, di ridere…

Alla vigilia della festa, si svolge una cerimonia chiamata Holi Dahan, in cui le persone si riuniscono in prossimità di un grande incrocio ed accendono un fuoco con rami e foglie secche, con un rito che simboleggia la fine dell’inverno. Anche da noi esistono varie tradizioni in cui si accende un falò, come a Sutri (VT), dove ho abitato per 10 anni, in cui l’ultima notte di carnevale viene bruciato il fantoccio di Re Carnevale. Il fuoco simboleggia la vittoria del bene sul male e fa riferimento a leggende che si trovano nei Purana e che raccontano della demonessa Holika, di cui ti racconterò più avanti.

La mattina dopo, le ceneri del falò sono venerate e cosparse di polveri colorate ed acqua e questo rito simboleggia l’arrivo della primavera.

I festeggiamenti consistono nel lanciarsi polveri colorate, palloncini pieni d’acqua e nello scambiarsi doni come simbolo di amore, fratellanza, gioia. La gioia si esprime attraverso la danza, che ricorda i giochi e le danze di Krishna con Radha e le gopi. I regali tradizionali sono dolci, cioccolatini, frutta secca, vestiti, tendaggi, tappeti. 

Anche questa festa, come Shivaratri, fa riferimento a più miti.

  1. Il primo è quello del demone Hiranyakashipu e di suo figlio Prahlada. Prahlada era un grande devoto di Vishnu e questo fatto faceva infuriare suo padre, che si sentiva non riconosciuto e sminuito nel suo potere. Per questo motivo, Hiranyakashipu aveva tentato più volte di ucciderlo, senza riuscirci. Una volta addirittura lo sfido’ a salire su una pira accesa insieme a sua sorella Holika, che era immune dal fuoco per un buon karma precedente. Holika obbedì all’ordine di suo fratello e Prahlada accetto’ la sfida del padre, invocando Vishnu per essere protetto. Holika fini bruciata per le sue cattive intenzioni, mentre Prahlada si salvò per l’intensità della sua devozione. Questa è l’origine della tradizione del falò.
  2. Un secondo mito, racconta della gelosia di Krishna per la carnagione così chiara della sua prediletta Radha, mentre la sua pelle era molto scura. Si lamentò di questo con sua madre Yashoda, che scherzando gli suggerì di colorarle il viso. Krishna, che era giovane e dispettoso, mise in pratica il suggerimento di sua madre, coloro’ il viso di Radha e da lì inizio’ un gioco con Radha e le gopi. Da questo gioco, deriva l’abitudine di lanciarsi le polveri colorate, diventando tutti uguali. Cosi, la festa incoraggia l’integrazione, la pace e l’armonia tra i popoli. Infatti, dipingersi è un modo simbolico per rendersi tutti uguali, celebrando così l’individuo come membro di una comunità. Dal momento che Krishna e Radha sono la coppia per eccellenza, questa è anche la festa degli innamorati. 
    Ed è una festa celebrata con grande entusiasmo, soprattutto a Vrindavan e Mathura, luoghi in cui Krishna ha vissuto.
  3. Un’altro mito ancora, racconta di Kansa che voleva uccidere suo nipote Krishna, e, per farlo, chiede aiuto ad un’orchessa di nome Potana. Ella assunse le vesti di una donna del popolo, per fare da balia al piccolo Krishna ed avvelenarlo con il suo latte. Invece Krishna bevve tutto il veleno finché l’orchessa mori, mentre Krishna, come unica conseguenza, assunse un colorito blu.

Mentre Shivaratri rappresenta un momento di purificazione, che può essere agevolmente celebrata anche da soli, Holi deve essere festeggiata insieme!

Quindi Paola Natangeli (Onkar) ed io, abbiamo pensato, nello spirito della festa, di unire le nostre forze per offrirvi una mattinata di festa con lo yoga, la danza e la condivisione. 

Domenica 12 marzo, dalle 10 alle 13, ci incontriamo a Sutri per festeggiare anche noi, con una lezione di Yoga Kundalini, guidata da Onkar sul chakra del cuore. Io condurrò invece una lezione di Shakti dance (se non conosci la Shakti dance, ne trovi una breve descrizione alla pagina Cosa insegno ) sui sentimenti dell’amore e della gioia.

L’idea è di divertirci ed esprimerci liberamente attraverso il movimento e la calma, il silenzio ed il canto dei Mantra, sentire la nostra unicità ma anche il senso di appartenenza. Per questo vogliamo indossare abiti colorati, comodi e femminili. E, chi vuole, avrà la possibilità di dipingersi il viso…

Al termine, condivideremo il pranzo, Onkar ed io prepareremo qualcosa di indiano, mentre ognuno dei partecipanti porterà qualcosa a sua scelta.

Se ti interessa partecipare vai al link dell’evento https://www.facebook.com/events/1491867454236771/?ti=icl

Immagini tratte dal web

Le spezie: mangiare con gusto e rimanere in salute

Spesso chi pratica yoga inizia ad interessarsi ad uno stile di vita più naturale e salutista, con l’intento di raggiungere e mantenere uno stato di benessere. Questa attenzione ci guida verso scelte alimentari più consapevoli e verso la prevenzione.
Almeno questo è quello che è successo a me.

Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo. (Ippocrate)

Così, quando ho visto che domenica 26 febbraio, si sarebbe tenuto un corso di due ore sulle spezie con a seguire una cena indiana, non ho resistito.      A farmi decidere subito, oltre all’interesse per l’argomento e alla nostalgia dell’India, il fatto che a tenere la lezione sarebbe stata la Dott.ssa Nancy Myladoor, dalla quale diversi anni fa ero stata per il trattamento ayurvedico Panchakarma. Ma di questo vi racconterò un’altra volta, spero con il contributo della stessa Nancy.
In questo articolo, vi parlerò si di questo mini corso, ma le informazioni che condivido le ho apprese anche in altro modo.

Dunque, mi organizzo e parto per Roma insieme alla mia allieva ed amica Giuliana, per raggiungere il ristorante indiano Il Guru, in via Cimarra.
Sono rimasta sorpresa nello scoprire quante persone partecipassero al corso! La sala che ci ospitava era completamente piena.

La Dott.ssa Myladoor con competenza ed ironia ci ha guidato in un viaggio alla scoperta delle spezie principali della cucina indiana.

A partire dalla leggenda della dea del cibo, Annapurna, e dell’importanza del cibo anche a livello e spirituale.

Nella mitologia indiana infatti, Annapurna, epiteto di Parvati, la consorte di Shiva, è personificata come la dea che “offre il cibo”, e viene invocata come la fonte eterna di sostentamento, sia materiale che spirituale.

La sacralità del cibo viene sottolineata dal l’importanza attribuita al primo pasto del bambino, che viene celebrato con una grande festa, paragonabile al nostro battesimo, dall’abitudine di cucinare del cibo in più per ospiti inattesi e mendicanti e dall’offerta di, cibo consacrato dalla permanenza sull’altare, nei templi indiani.
Mentre sorseggiavamo una tisana calda, Nancy ci ha illustrato il percorso del cibo all’interno del nostro corpo e le interazioni attraverso le quali l’alimentazione ci permette di sperimentare benessere e salute o ci conduce verso la malattia.
Recentemente diversi studi comparati fra popolazioni nella cui cucina sono presenti spezie in abbondanza e popolazioni che non ne fanno uso, hanno dimostrato una differente incidenza di malattie come tumori, diabete, Alzeimher e Parkinson. 

Le spezie rivestono un ruolo molto importante nella prevenzione e a questo scopo sono sufficienti piccole quantità ma assunte quotidianamente.

La Dott.ssa Myladoor ci ha raccontato le principali proprietà ed i modi di utilizzo di curcuma, zenzero, cardamomo, cannella, fieno greco e coriandolo, corredandole con con utili ricette della tradizione indiana e ayurvedica.
Ci ha anche ricordato l’importanza di acquistare le spezie in piccole quantità e sigillate. Il cardamomo deve essere acquistato con il baccello, perché contiene sostanze estremamente volatili.Una volta aperte le confezioni, vanno conservate in un barattolo ermetico. Le polveri si conservano per 7 mesi, i semi 2 anni. Con il passare del tempo, non vanno a male ma perdono le loro proprietà.

La curcuma veniva chiamata lo zafferano dei poveri, ora che è conosciuta da tutti per le sue molteplici proprietà benefiche, è diventata l’oro dell’India. Il nostro corpo assimila la curcuma solo se cotta oppure disciolta in un grasso oppure insieme al pepe nero. Ecco i suoi principali benefici: Leggi tutto “Le spezie: mangiare con gusto e rimanere in salute”