Le spezie: mangiare con gusto e rimanere in salute

Spesso chi pratica yoga inizia ad interessarsi ad uno stile di vita più naturale e salutista, con l’intento di raggiungere e mantenere uno stato di benessere. Questa attenzione ci guida verso scelte alimentari più consapevoli e verso la prevenzione.
Almeno questo è quello che è successo a me.

Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo. (Ippocrate)

Così, quando ho visto che domenica 26 febbraio, si sarebbe tenuto un corso di due ore sulle spezie con a seguire una cena indiana, non ho resistito.      A farmi decidere subito, oltre all’interesse per l’argomento e alla nostalgia dell’India, il fatto che a tenere la lezione sarebbe stata la Dott.ssa Nancy Myladoor, dalla quale diversi anni fa ero stata per il trattamento ayurvedico Panchakarma. Ma di questo vi racconterò un’altra volta, spero con il contributo della stessa Nancy.
In questo articolo, vi parlerò si di questo mini corso, ma le informazioni che condivido le ho apprese anche in altro modo.

Dunque, mi organizzo e parto per Roma insieme alla mia allieva ed amica Giuliana, per raggiungere il ristorante indiano Il Guru, in via Cimarra.
Sono rimasta sorpresa nello scoprire quante persone partecipassero al corso! La sala che ci ospitava era completamente piena.

La Dott.ssa Myladoor con competenza ed ironia ci ha guidato in un viaggio alla scoperta delle spezie principali della cucina indiana.

A partire dalla leggenda della dea del cibo, Annapurna, e dell’importanza del cibo anche a livello e spirituale.

Nella mitologia indiana infatti, Annapurna, epiteto di Parvati, la consorte di Shiva, è personificata come la dea che “offre il cibo”, e viene invocata come la fonte eterna di sostentamento, sia materiale che spirituale.

La sacralità del cibo viene sottolineata dal l’importanza attribuita al primo pasto del bambino, che viene celebrato con una grande festa, paragonabile al nostro battesimo, dall’abitudine di cucinare del cibo in più per ospiti inattesi e mendicanti e dall’offerta di, cibo consacrato dalla permanenza sull’altare, nei templi indiani.
Mentre sorseggiavamo una tisana calda, Nancy ci ha illustrato il percorso del cibo all’interno del nostro corpo e le interazioni attraverso le quali l’alimentazione ci permette di sperimentare benessere e salute o ci conduce verso la malattia.
Recentemente diversi studi comparati fra popolazioni nella cui cucina sono presenti spezie in abbondanza e popolazioni che non ne fanno uso, hanno dimostrato una differente incidenza di malattie come tumori, diabete, Alzeimher e Parkinson. 

Le spezie rivestono un ruolo molto importante nella prevenzione e a questo scopo sono sufficienti piccole quantità ma assunte quotidianamente.

La Dott.ssa Myladoor ci ha raccontato le principali proprietà ed i modi di utilizzo di curcuma, zenzero, cardamomo, cannella, fieno greco e coriandolo, corredandole con con utili ricette della tradizione indiana e ayurvedica.
Ci ha anche ricordato l’importanza di acquistare le spezie in piccole quantità e sigillate. Il cardamomo deve essere acquistato con il baccello, perché contiene sostanze estremamente volatili.Una volta aperte le confezioni, vanno conservate in un barattolo ermetico. Le polveri si conservano per 7 mesi, i semi 2 anni. Con il passare del tempo, non vanno a male ma perdono le loro proprietà.

La curcuma veniva chiamata lo zafferano dei poveri, ora che è conosciuta da tutti per le sue molteplici proprietà benefiche, è diventata l’oro dell’India. Il nostro corpo assimila la curcuma solo se cotta oppure disciolta in un grasso oppure insieme al pepe nero. Ecco i suoi principali benefici: Leggi tutto “Le spezie: mangiare con gusto e rimanere in salute”