Riflessioni su ahimsa, la non violenza, ed il dharma, il dovere

Namaste amiche ed amici. È un po’ di tempo che non scrivo, nonostante il desiderio di condividere con voi quello che lo yoga e la vita mi insegnano.

Ho dovuto risolvere alcune questioni del quotidiano ed altre legate allo spazio per l’insegnamento a Viterbo.

Lo spazio che utilizzavo infatti non è più disponibile per le mie lezioni, in quanto i proprietari ne avevano bisogno per altre attività.

Non potevo lasciare le mie allieve a metà corso e quindi ho dovuto cercare in fretta un altro posto. Anche se a me sembrava una mancanza di rispetto per le allieve, che a dire la verità in quell’orario non sono molte, non mi sono opposta, ho cercato un’altra soluzione, cercando di ascoltare l’intuizione e di lasciare fluire la situazione. 
Ho trovato subito un altro posto ed è nata una collaborazione nuova molto interessante, che mi ha portato, non solo ad avere un nuovo spazio per l’insegnamento, in via dei Monti Cimini 65, ma anche a poter fare una lezione settimanale presso il Parco Termale del Bagnaccio, che era nei miei desideri da tempo.

 

 

Ho anche lavorato a ritmo serrato ad un e-book, scritto a quattro mani con Andrea di A tutto yoga, che sarà presto disponibile per l’acquisto, dal titolo Riequilibrio elementare, una guida per ristabilire l’equilibrio fra gli elementi dentro di noi, attraverso la pratica dello yoga.

Nato dall’esperienza di un fine settimana di insegnamento insieme su questo argomento e dalla consapevolezza che si tratta di un argomento fondamentale ma non molto esplorato in corsi e libri.

 

Ma quello che più mi preme di condividere con voi è altro.

Parto da una premessa, ho un rapporto molto buono con entrambi i miei genitori. Ho sempre sentito il loro amore ed il loro sostegno ed ho imparato molto da ognuno di loro.
Mia madre si è presa molta cura di me e di mio fratello ed è una donna che ammiro per il suo anticonformismo, la sua libertà di pensiero e la sua creatività.
Mio padre, una persona solida e con un grande senso del dovere e della responsabilità, inventava per me delle storie di cui ero la protagonista o in cui lui mi raccontava la storia in modo diretto (per esempio, mi raccontava di quando, migliaia di anni prima, aveva scoperto il fuoco o inventato la ruota…).
Caratterialmente, somiglio molto a mio padre e, come lui, ho una natura irritabile. Siccome questo suo aspetto non mi piaceva, ho sempre lavorato su di me per sviluppare la pazienza ed ho cercato di evitare le liti e i contrasti. In questo, aiutata da mio figlio Lorenzo, che quando era molto piccolo ha rappresentato davvero una bella sfida.
Naturalmente anche lo yoga mi ha sostenuto molto in questo percorso.

Ma forse non avevo compreso del tutto.
Forse avevo frainteso il significato di “ahimsa”.

Un conto è rinunciare alle liti inutili e cercare l’armonia, altro è lasciare che vengano lesi i tuoi diritti.
Mi sono ritrovata sempre più spesso in situazioni in cui gli altri approfittavano della mia “bontà/stupidità”, mentre io, pur di evitare il contrasto diretto, rinunciavo a difendermi.
Finalmente, e faticosamente, ho capito che se un’altra persona sbaglia, e ti danneggia, è giusto anche mostrargli che sta sbagliando e lasciare che impari dalle conseguenze delle sue azioni. E allo stesso tempo, rispettare me stessa.

Nel tempo, ho imparato a non arrabbiarmi, o almeno ad arrabbiarmi pocoil ” trucco ” che uso è quello di pensare che ogni persona faccia del suo meglio, al suo livello di consapevolezza; non si comporta in modo sbagliato “contro di me” o contro qualcuno, ma perché la sua consapevolezza gli fa percepire quel comportamento come corretto o almeno giustificabile. Un po’ come un bambino…

Il passaggio che mi mancava, forse con un inconsapevole desiderio di apparire buona o per una sorta di errato senso di superiorità nei confronti delle cose materiali, era che, come quando un bambino sbaglia, anche se non mi arrabbio con lui, cerco di fargli capire perché quello che ha fatto è sbagliato e di indicargli una via più corretta, lo stesso avrei dovuto fare con gli adulti che si sono comportati in modo scorretto nei miei confronti.

Mi viene in mente a questo proposito un episodio della vita di Yogananda. Aveva dovuto rimproverare un suo discepolo per correggerlo, gli altri discepoli presenti hanno raccontato che il Maestro faceva su e giù per la stanza tuonando parole di rimprovero, sembrava davvero molto arrabbiato. Solo che, mentre camminava in direzione del discepolo rimproverato, i suoi occhi esprimevano disappunto ed ira, mentre camminava nell’altra direzione il suo sguardo e il suo volto erano calmi e sorridenti. Il suo cuore e la sua mente non erano controllati dalla rabbia, ma utilizzava lo sguardo, il tono di voce e l’atteggiamento da persona “arrabbiata” perché il suo messaggio fosse recepito da quel discepolo in quel momento.

Anche nella Bhagavad Gita, seppure il riferimento specifico siano una guerra e la sua naturale conseguenza, la morte, si afferma che bisogna seguire il proprio Dharma, cioè compiere il dovere che deriva dal tuo ruolo, dalla tua funzione, all’interno della società.

“Canto II
6. Né sappiamo da quale parte far pendere la bilancia: vincere o essere vinti da loro. Se uccidiamo questi figli di Dhrtarastra qui levati contro di noi, non avremo più voglia di vivere!
7. Per colpa della mia compassione, il mio naturale valore si muta; con la mente dubbiosa su quello che tocca il mio dovere, io te lo chiedo: dimmi in modo sicuro quale sarebbe per me la cosa migliore. Sono tuo discepolo, istruiscimi, poiché mi rimetto a te.
11. Provando pietà per coloro che della pietà non sanno che farsene, tu parli il linguaggio della saggezza. Ma i dotti non si impietosiscono ne per coloro che se ne sono già andati, ne per coloro che non lo sono ancora.
18. Questi corpi hanno una fine; lo spirito che vi si incarna è eterno, indistruttibile, incommensurabile. Ecco ciò che si proclama. E perciò combatti, discendente di Bharata.”

Lasciando germogliare dentro di me i semi degli insegnamenti, finalmente ho compreso che sbagliavo e ho agito di conseguenza.

  • Ho capito che volevo interrompere la ruota del karma che mi portava ad incontrare persone che, approfittando della situazione, mi danneggiavano economicamente.

Ho capito che potevo essere invece strumento del loro karma, che forse potevo aiutarli a comprendere di essere in errore.

 

Ho lottato, rivolgendomi alla giustizia, e ho vinto, ottenendo la restituzione di quanto dovuto.

Sono soddisfatta di me, e posso iniziare un nuovo progetto.

Anzi, più di uno…

Insieme a Nike Magnoni e a Maria Luisa Garabelli, abbiamo iniziato l’organizzazione della quarta edizione di Energie nel Parco, che si terrà nel salone e nei giardini di Villa Savorelli a Sutri (VT) il prossimo 24 settembre. 

Una giornata di lezioni di yoga ed attività collegate, tutte gratuite, una festa dello yoga e dello stare bene in armonia con noi stessi, con gli altri, con la natura.

Abbiamo già presentato la richiesta al Comune, preparato il primo programma, richiesto preventivi, stretto accordi. Sti amo cercando ancora qualche sponsor…

L’altro progetto che ho avviato, più personale, è la ristrutturazione del B&B adiacente al salone dello yoga, sede de Le Torrette Asd, a Sutri. 

Un simbolo di rinascita, visto che si è deteriorato proprio a causa di persone che non hanno pagato o hanno fatto danni. Spero presto di potervelo mostrare, almeno virtualmente.

 

Immagini tratte dal web e personali.

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