Namaste’!

Questo mese -febbraio 2018- nella lezione di Hatha yoga a Sutri, stiamo lavorando sull’espansione del torace, per stimolare e portare in equilibrio il chakra del cuore. Questo post è dedicato in particolare alle mie allieve ed allievi, come materiale di supporto e di riflessione, ma spero che sia utile a chiunque altro abbia voglia di leggerlo.

Vorrei iniziare con una descrizione schematica del quarto chakra, che è utile anche come promemoria, per poi approfondire l’esame di alcuni aspetti importanti collegati con il chakra del cuore.

Anahata -che significa non colpito- si trova nella regione del cuore. Rappresenta il punto di incontro fra i tre chakra più fisici e i tre più mentali.

Il suo colore è il verde smeraldo ed è collegato all’elemento aria, presiede a tutto ciò che ha a che fare con i rapporti con gli altri: polmoni, cuore, timo, braccia e mani.

Disfunzioni
A livello fisico: asma, malattie polmonari e bronchiali, ipertensione, malattie cardiache
A livello psico emotivo: dolori dell’anima, difficoltà nelle relazioni
Temi chiave: amore; approvazione; compassione; senso di connessione; equilibrio; guarigione; respiro
Atteggiamenti positivi: amore incondizionato, devozione, perdono, compassione, empatia, altruismo
Atteggiamenti negativi: gelosia, senso del possesso
Musica: classica, folk
Cibo: noci, germogli, miele
Verbo descrittivo: Io amo
Senso: tatto
Diritto di amare e di essere amati
Demone: dolore
Anga dello yoga: pranayama
Yantra: un loto con dodici petali di colore verde o vermiglio, che rappresentano le vritti, le fluttuazioni della mente, che dovrebbero cessare attraverso la pratica dello yoga. Due triangoli sovrapposti che indicano l’unione del principio maschile e di quello femminile. Il triangolo giallo che rappresenta la luce, il calore e la forza del sole. Le due divinità del chakra sono Isvara, un aspetto di Shiva, e Kakini. La falce di luna crescente rappresenta il granthi di Vishnu, il nodo o blocco psichico, che deve essere sciolto per poter raggiungere l’illuminazione. L’antilope nera è il veicolo di Vayu, il vento, e rappresenta la velocità delle passioni, del pensiero e del desiderio. Il bija Mantra è Yam.

Il quarto chakra espande davvero molto il campo del potenziale umano e ci apre direttamente al mistero dell’essere umano.

Infatti, mentre in ognuno dei primi tre chakra possiamo vedere all’opera una legge di causa-effetto fra impulsi e bisogni da una parte e azioni dall’altra -a livello dei primi tre chakra si possono fare molti paragoni con gli altri animali basati sull’istinto di protezione, procreazione e socializzazione- a livello del chakra del cuore, non basta più nessuna comprensione semplicistica o comportamentale.

Nel cuore è presente un intero universo di sentimenti ed emozioni, che da alla vita umana la sua ricchezza, dimensione, complessità e anche dolore.

Lo yoga offre una prospettiva unica sul mistero del cuore, secondo la quale tutte le forme di amore umano sono viste come sfumature dell’amore divino.

Tutte le nostre esperienze d’amore a livello umano sono riflessi e indicazioni verso quell’unico amore, che è lo Spirito. L’amore umano rappresenta allo stesso tempo un riflesso ed un’apertura verso una più grande visione ed esperienza dell’amore. Il senso di incompletezza talvolta sperimentato come dolore, nell’amore umano, è lo stimolo ad intraprendere un cammino di ricerca e di conoscenza. È attraverso questo percorso che conosciamo ed integriamo tutti gli aspetti delle nostre vite -fisico, psicologico e spirituale- all’interno di questo cuore più grande, che è il cuore dell’universo, la nostra vera natura, il Divino.
Il potere e il magnetismo di questo amore spirituale sono così grandi, che è sufficiente solo un pallido riflesso di questo amore, quello che comunemente sperimentiamo come amore personale ed affetto, a creare una specie di trance in cui molte persone vivono l’intera vita.
Nel bhakti yoga, l’intera capacità dell’amore umano viene diretta verso il divino.

Per alcuni individui, il puro amore devozionale, seguendo il sentiero del bhakti yoga, è un sentiero completo in se stesso.
Per molti di noi, tuttavia, la complessità del cuore, richiede un percorso che comprenda tutti gli aspetti della vita, per riuscire alla fine a vedere il Divino all’interno del nostro stesso cuore.
Il cuore rappresenta lo spazio in cui il viaggio della vita si compie, viene trasformato ed integrato.
Il cuore è uno spazio in cui si compie l’alchimia e la materia della vita viene trasformata nello spirito attraverso la comprensione della natura della vita stessa. Questa comprensione passa attraverso la comprensione dell’amore incondizionato, della compassione e della libertà spirituale.
Il processo che ci permette di sviluppare l’amore incondizionato non è tanto il trascendere la realtà materiale per connetterci al Divino. Piuttosto, questo processo richiede la capacità di usare tutte le esperienze della vita per comprendere che la vita di ogni giorno, quando affrontata con consapevolezza e coraggio, è il Divino stesso.
Il cuore è come se fosse una classe scolastica, la classe in cui si tengono le lezioni della vita, che vengono poi integrate e trasformate dagli “alunni”. Questa trasformazione implica il vivere la vita pienamente, profondamente, intensamente e, allo stesso tempo, sapere che esiste un punto al centro del cuore che è sempre completo e calmo.
La vita deve essere abbracciata nella sua completezza, prima di poter evolvere verso i chakra superiori. I piani più elevati dell’esistenza devono essere completamente integrati con la realtà della vita quotidiana, che non può essere esclusa.

Questa comprensione è riflessa nel simbolo stesso del chakra del cuore, come già detto, una stella composta da due triangoli, uno con il vertice rivolto verso il basso e l’altro con il vertice rivolto verso l’alto. Il triangolo con il vertice rivolto verso il basso rappresenta la nostra connessione ed il radicamento nei primi tre chakra, gli aspetti pratici e fondamentali del nostro essere. Il triangolo rivolto verso l’alto rappresenta la nostra connessione agli aspetti spirituali dell’essere, cui possiamo accedere solo quando questi aspetti sono integrati con gli aspetti sviluppati nei primi chakra. Lo spazio al centro del triangolo è lo spazio del cuore in cui avviene la trasformazione alchemica e l’accettazione della vita, contemporaneamente a livello materiale e spirituale.
Il cuore ha il compito di integrare tutti gli aspetti del nostro essere.

La stella a sei punte è anche un simbolo dell’elemento aria, che è l’elemento del chakra del cuore. Il complesso di sentimenti, emozioni e sensazioni che sono nel cuore, sono sottili, soggetti a cambiamenti ed intangibili, proprio come l’aria. Qualunque tentativo di controllare, gestire o contenere queste emozioni, è destinato al fallimento, proprio perché le emozioni hanno qualità simili all’aria. Se l’aria viene compressa, il risultato finale sara un’esplosione, che è esattamente quello che avviene quando le emozioni vengono represse per un periodo di tempo troppo lungo. A volte, può essere necessario per il nostro equilibrio, contenere le emozioni. Ma solo per un breve periodo di tempo, per potergli prestare in seguito la dovuta attenzione, per poterle poi accettare e lasciar andare.

E’ necessario creare uno spazio aperto all’interno del cuore in cui tutti i sentimenti e le sensazioni possano respirare ed essere liberi di muoversi.
In questo caso, sentimenti ed emozioni si calmeranno e saranno accessibili per noi, nel nostro processo di esplorazione, che è il viaggio di auto scoperta.
Questo percorso ci porterà a comprendere che tutti i sentimenti nel cuore, il dolore e la gioia, le ferite e l’esaltazione, derivano dal fondamentale desiderio di amare e di essere amati. Se esploriamo la natura dell’amore, arriviamo alla comprensione del fatto che l’amore non è un oggetto all’esterno, ma è la natura del cuore stesso. Quando finalmente sperimentiamo la natura del cuore come amore, allora i sentimenti di vergogna e colpa non hanno più motivo di esistere, perché ci rendiamo conto che tutte le nostre azioni erano tentativi di trovare e dare amore, con la limitata comprensione che avevamo in quel momento. Allo stesso modo, non abbiamo più bisogno di mettere in colpa gli altri ne’ di “arrabbiarci” con loro, perché comprendiamo che ognuno agisce in base alla comprensione che ha in quel momento.

Un altro aspetto importante, nel simbolismo del chakra del cuore, è quello dell’aria, intesa come strumento per l’assimilazione del prana, la forza vitale.
Sia la forza vitale che il chakra del cuore, sono simboleggiati dal colore verde. Il verde rappresenta infatti la vibrante abbondanza della vita stessa, che è una manifestazione del prana.
Il verde è il colore della clorofilla, che rende possibile a tutte le piante utilizzare la luce solare come energia. In natura, l’assorbimento del prana avviene istintivamente.

Negli esseri umani, il flusso del prana può essere ostacolato da blocchi energetici a livello del cuore. Questi blocchi sono formati dall’insieme delle ferite e delle perdite, che, rivolti all’esterno come una barriera di protezione, creano separazione fra noi è il mondo, fra noi e le altre persone, mentre, dentro di noi, creano separazione fra noi e il nostro stesso cuore. In entrambi i casi, gli schemi di pensiero e le azioni conseguenti, intesi a proteggerci dalla sofferenza, in realtà generano ulteriore sofferenza.

Quando, per paura di essere feriti, o per spirito di competizione e di perfezionismo, o perché sperimentiamo ostilità e rabbia, proteggiamo il nostro cuore, chiudendolo all’interno di una corazza, in cui l’amore non riesce a scorrere né verso l’esterno né verso l’interno, trasformiamo il nostro cuore in una “pentola a pressione”, creando una situazione potenzialmente pericolosa per il sistema cardiovascolare, e causando ipertensione ed infarti. Anche la depressione può portare a malattie cardiache.

Se il chakra del cuore è aperto, il prana può fluire liberamente dal centro del cuore e irradiare attraverso il nostro intero essere.
Il prana dà al corpo fisico l’energia e la volontà di vivere completamente e pienamente.
Il prana fornisce alla mente l’energia per trasformare l’esperienza in conoscenza ed il coraggio di accettare la vita così com’è.
Infine, il prana, ci permette di comprendere che la nostra vera realtà è lo spirito, ed è qui che prana e cuore diventano uno.

Il centro del cuore è un punto di concentrazione importante per la pratica spirituale. Cuore in sanscrito si dice HRIDH mentre il centro spirituale del cuore si dice HRIDAYA. Questo centro spirituale è situato sul lato destro del petto, alla stessa altezza del cuore anatomico.
Dal momento che molte pratiche yogiche che fanno riferimento al cuore come centro di attenzione, potrebbero interferire con le funzioni del cuore fisico, il cuore spirituale si trova in una posizione leggermente diversa.
Il cuore spirituale viene considerato la sede dell’anima ed il punto centrale del vero Se.
Per questo, molte pratiche yoga si concentrano sulla purificazione del chakra del cuore e dell’elemento aria, come parte integrante del processo di guarigione e di trasformazione.

Il cuore è anche la sede di uno dei tre granthi, o nodi, che ostacolano la trasformazione spirituale. Il nodo del cuore, Vishnu granthi, è il simbolo archetipico del cuore bloccato o chiuso, le cui limitazioni vengono rimosse in un processo di trasformazione attraverso le pratiche yogiche. Questo processo di trasformazione deve includere la comprensione dell’amore incondizionato e della compassione come pura essenza di ciò che siamo.

L’amore incondizionato, nella prospettiva yogica, emerge da un processo di de-condizionamento rispetto a tutte le nostre convinzioni su chi siamo, come personalità limitata.
Come abbiamo visto, tutte le forme d’amore e di affezione sono solo riflessi di un amore intrinseco, che è sempre presente. La compassione e il perdono vanno compresi e sperimentati, in questo contesto più ampio d’amore.

La compassione è la realizzazione che, dato il livello attuale dell’evoluzione umana -in cui la ricerca d’amore e la difesa dal dolore sono aspetti naturali del comportamento umano-la vera compassione è rendersi conto che ognuno di noi, in modo diverso, interpreta la vita come la ricerca di amore e felicità fuori da noi stessi. Ed è proprio questo errore di valutazione, la ricerca rivolta all’esterno invece che all’interno, che ci fa sperimentare la sofferenza. E, a sua volta, la sofferenza può condurci ad una nuova visione dell’amore.
La compassione è fare sempre un passo indietro, specialmente nelle difficoltà e nelle sfide, per vedere noi negli altri e gli altri in noi, comprendere il dolore dell’altro che è uguale al nostro, la ricerca dell’altro che è uguale alla nostra.
Accettare noi stessi e la vita con compassione ad ogni stadio di evoluzione, apre la porta al perdono.

Quando impariamo a guardare con gli occhi del cuore, diventiamo più aperti e più vulnerabili ma, allo stesso tempo, siamo in grado di osservare le cose che ci succedono in maniera meno “personale”, con se fossimo un semplice testimone, quindi, con maggior semplicità e maggior chiarezza.
Questa chiarezza ci permette di vivere più spesso dal cuore invece di reagire in maniera automatica, guidati dalle risposte condizionate che costituiscono la nostra personalità.
È la personalità condizionata che è la vittima e che ha bisogno di perdonare l’altro. È la stessa personalità condizionata che offende, si vergogna, cerca il perdono.
Quando abbiamo comprensione della nostra essenza come amore, perdono e compassione, queste qualità ci permettono di vedere e onorare tutta la nostra vita come un processo necessario di apprendimento, crescita e maturazione.

Il percorso di conoscenza e apertura del cuore ha implicazioni non solo per l’individuo ma anche per le nostre comunità, società e per il pianeta stesso. Infatti, senza un’etica di accudimento, cooperazione e altruismo, basata sull’accettazione di valori più alti come l’amore incondizionato e la compassione, sono in pericolo le fondamenta stesse della vita e dell’evoluzione umana.

Nel nostro personale percorso di comprensione del cuore, io e le mie allieve, abbiamo avuto la possibilità di ospitare a Le Torrette (Sutri) una lezione del Maestro Amadio Bianchi.

Amadio, con la sua grande comprensione, il suo entusiasmo, la sua semplicità, e la sua umiltà, ci ha trasmesso importanti insegnamenti, da cuore a cuore. Sono profondamente grata di aver potuto ascoltare le sue parole, e ancora di più, per aver potuto accogliere la sua esperienza, ricevendola dai suoi occhi, dalla sua postura, dal tono della sua voce, dal suo cuore, ancora di più che dalle sue parole.

 

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